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“Future mamme” al Centro Pecci

“Future Mamme” al Centro per le Arti Contemporanee Luigi Pecci di Prato è un percorso che è nato dal mio progetto “Arte Prima e Dopo la Nascita”, ideato nel 2013, in seguito alla mia esperienza con la mia prima gravidanza. Con il mio primo figlio, il mio approccio anche al mio lavoro all’interno dei musei si è trasformato e arricchito di una nuova visione e di una nuova consapevolezza: quella dell’importanza di coltivare la propria creatività come forma di rilassamento e benessere. I percorsi “Future Mamme” (dedicato alle donne in gravidanza) e “Primi mille giorni” (dedicato alle famiglie con bambini 0-18 mesi e 18-36 mesi) sono ufficialmente iniziati con Eda al Pecci di Prato, in una intensa e bella collaborazione con il Dipartimento Educativo. Nati come prima fase pilota tra dicembre 2021 e febbraio 2022, oggi sono un importante appuntamento fisso al museo. Qui vi racconto in particolare “Future mamme”: un percorso di accompagnamento alla nascita divertente, creativo, stimolante. Ad ogni incontro, ogni quindici giorni, le opere d’arte e il museo stesso diventano un’occasione preziosa di condivisione e di incontro: un modo diverso e originale per entrare in connessione con la propria bambina o il proprio bambino nella pancia e con il momento che si sta vivendo, trasformandolo in qualcosa di creativo che rimarrà nel tempo.

È un’esperienza priva di giudizio e di schemi, estremamente flessibile, che spesso tira fuori una manualità inaspettata, permettendo di scoprire qualcosa di noi e tirar fuori risorse personali. Insieme esploriamo una ricca varietà di strumenti e tecniche artistiche per dare voce alla libera espressione di sé: dal segno, all’impronta di sé, dal cucito creativo a tecniche fluide di pittura gestuale, vissute sia individualmente che in relazione le une con le altre. Diamo vita a opere collettive e personali, realizzate con colori contrastanti, con uso anche di tessuti che regalano diverse sensazioni al tatto che piacciono ai bambini nella prima infanzia. Opere realizzate dalle mani delle mamme che li attendono e che verranno esplorate e giocate dai bambini stessi una volta nati. Spesso, le tecniche apprese in laboratorio diventano una potentissima strategia di rilassamento e spensieratezza, uno strumento prezioso che le donne portano a casa, accompagnandole fino al momento del parto. A volte anche in ospedale si continuano a condividere le proprie idee e creazioni con il gruppo che si è creato e che di fatto diventa una comunità che continua nel tempo, capace di autosostenersi in questo passaggio trasformativo, così importante e ricco nella vita di una donna.

Sei interessata a partecipare? È gratuito, per tutte le info e le modalità di prenotazione visita il sito del Centro Pecci. Vi aspetto!

Arte prima e dopo la nascita

L’esperienza artistica è un’importante forma di benessere e relazione. L’arte è come un ponte capace di unire, un canale di comunicazione potente e stimolante, che permette di connettere le persone aldilà delle parole perché rende tutto il corpo e i nostri sensi i veri protagonisti. Anche solo attraverso la stimolazione visiva e sensoriale entriamo, in maniera naturale e immediata, all’interno di quello che è il processo creativo, rompiamo schemi, ci connettiamo ai nostri ricordi, abbattiamo pregiudizi, entriamo in contatto con altri punti di vista, immaginiamo, visualizziamo. Viviamo in un’epoca in cui non siamo più abituati a immaginare, in cui siamo immersi in tanti tipi di inquinamento, uno di questi è quello visivo. Siamo sommersi dalle immagini, di ogni tipo, dai social, alla pubblicità, oggi tutto è immagine ed è un paradosso non saper più immaginare e vedere. È anche un’epoca in cui non siamo più abituati a sentire il nostro corpo e siamo inconsapevoli delle sue straordinarie capacità e risorse espressive e motorie.

Nel momento in cui diventiamo genitori ci troviamo a ripensare al nostro corpo e alle sue capacità espressive, soprattutto noi donne che abbiamo a che fare, fin dall’inizio in cui capiamo di essere incinte, con importanti cambiamenti e trasformazioni profonde, sia a livello fisico che emotivo e psicologico. L’esperienza della gravidanza è già una prima forma di processo creativo a cui andiamo incontro. E come tutti i processi creativi ci stimola a immaginare, a sognare, a progettare, a richiamare la parte bambina di noi che era rimasta sopita dal tram tram quotidiano. Il processo artistico e il processo generativo sono molto simili e condividono la stessa apertura all’ignoto, alla scoperta, all’esplorazione di sé e dell’altro, la stessa voglia di mettersi in gioco e provare tante strade finora impensabili.

Il metodo vuole dare valore a tutto questo perché non passi inosservato, come una delle tante fasi della vita. L’obiettivo è proprio rendere questa fase formativa, perché essere creativi, immaginare, vedere, sognare, divertirsi, è la base per ogni successo anche come genitori da sfruttare nel corso della vita insieme ai nostri figli.