Archivi categoria: Arte prima e dopo la nascita

Il Museo come “casa” dei più piccoli

C’è un momento in cui i bambini sono “troppo piccoli” per entrare in un museo?

Questa è una delle domande che mi viene rivolta più spesso quando parlo della mia pratica “Arte prima e dopo la nascita” che utilizzo nel progetto “I Primi mille Giorni” al Centro per le Arti Contemporanee Luigi Pecci di Prato. La mia risposta è sempre un “no” convinto e appassionato. Anzi, vi dirò di più: non solo non sono troppo piccoli, ma sono proprio loro a indicarci la strada.

Con il progetto “Primi mille giorni” abbiamo trasformato gli spazi del Centro Pecci in uno spazio di benessere e crescita per la famiglia, dove i più piccoli, i genitori, ma che nonni e fratelli, si incontrano e costruiscono comunità attraverso l’esperienza artistico-espressiva. I percorsi in cui ci incontriamo ogni 15 giorni sono strutturati nello specifico per le due fasce 0-18 mesi e 18-36 mesi.

Crescere al museo: quando l’arte diventa “casa”

Sempre più spesso mi succede di incontrare donne in gravidanza, veder crescere il/la loro bambino/a nella pancia e poi ritrovarli al percorso successivo, dedicato alle famiglie con bimbi 0-18 mesi ed è un’esperienza bellissima e emozionante. Fin dalla nascita i bambini che frequentano il museo con il percorso respirano un’atmosfera spontanea di gioco che coinvolge tutti, condivisione e benessere. Attraverso percorsi fortemente sensoriali, progettati ogni volta attorno a specifiche opere e spazi della collezione, i piccolissimi sperimentano il contatto con gli altri e imparano a “sentire” lo spazio con il proprio corpo. Per questi motivi non si è mai troppo piccoli per partecipare a questi incontri straordinari.

Il risultato? Sono bambini che letteralmente crescono dentro al museo, via via ne riconoscono gli spazi e le atmosfere. Il Pecci diventa, a tutti gli effetti, un’estensione della propria casa.

Questo approccio ci permette di aprire canali comunicativi immediati e inaspettati. L’arte contemporanea agisce come un potente attivatore di intelligenza emotiva, offrendo alle famiglie strumenti relazionali strategici da spendere nella quotidianità, anche al di fuori delle mura museali.

“Future mamme” al Centro Pecci

“Future Mamme” al Centro per le Arti Contemporanee Luigi Pecci di Prato è un percorso che è nato dal mio progetto “Arte Prima e Dopo la Nascita”, ideato nel 2013, in seguito alla mia esperienza con la mia prima gravidanza. Con il mio primo figlio, il mio approccio anche al mio lavoro all’interno dei musei si è trasformato e arricchito di una nuova visione e di una nuova consapevolezza: quella dell’importanza di coltivare la propria creatività come forma di rilassamento e benessere. I percorsi “Future Mamme” (dedicato alle donne in gravidanza) e “Primi mille giorni” (dedicato alle famiglie con bambini 0-18 mesi e 18-36 mesi) sono ufficialmente iniziati con Eda al Pecci di Prato, in una intensa e bella collaborazione con il Dipartimento Educativo. Nati come prima fase pilota tra dicembre 2021 e febbraio 2022, oggi sono un importante appuntamento fisso al museo. Qui vi racconto in particolare “Future mamme”: un percorso di accompagnamento alla nascita divertente, creativo, stimolante. Ad ogni incontro, ogni quindici giorni, le opere d’arte e il museo stesso diventano un’occasione preziosa di condivisione e di incontro: un modo diverso e originale per entrare in connessione con la propria bambina o il proprio bambino nella pancia e con il momento che si sta vivendo, trasformandolo in qualcosa di creativo che rimarrà nel tempo.

È un’esperienza priva di giudizio e di schemi, estremamente flessibile, che spesso tira fuori una manualità inaspettata, permettendo di scoprire qualcosa di noi e tirar fuori risorse personali. Insieme esploriamo una ricca varietà di strumenti e tecniche artistiche per dare voce alla libera espressione di sé: dal segno, all’impronta di sé, dal cucito creativo a tecniche fluide di pittura gestuale, vissute sia individualmente che in relazione le une con le altre. Diamo vita a opere collettive e personali, realizzate con colori contrastanti, con uso anche di tessuti che regalano diverse sensazioni al tatto che piacciono ai bambini nella prima infanzia. Opere realizzate dalle mani delle mamme che li attendono e che verranno esplorate e giocate dai bambini stessi una volta nati. Spesso, le tecniche apprese in laboratorio diventano una potentissima strategia di rilassamento e spensieratezza, uno strumento prezioso che le donne portano a casa, accompagnandole fino al momento del parto. A volte anche in ospedale si continuano a condividere le proprie idee e creazioni con il gruppo che si è creato e che di fatto diventa una comunità che continua nel tempo, capace di autosostenersi in questo passaggio trasformativo, così importante e ricco nella vita di una donna.

Sei interessata a partecipare? È gratuito, per tutte le info e le modalità di prenotazione visita il sito del Centro Pecci. Vi aspetto!

Il Museo che ascolta

Che luogo è il Museo all’interno della nostra società? che spazio è in Italia il Museo? Che ruolo ha nella vita delle persone? Può fare la differenza nella qualità di vita delle persone ad ogni età?Può essere davvero un luogo per tutti e non elitario come tanti possono pensare? Da cosa dipende? Cos’è che fa la differenza?

L’ascolto….

Serve trasformazione, contaminazioni, immaginazione, incontro.

Io penso al Museo come luogo di tutti e per tutti e ogni esperienza è progettata con le persone e non per le persone. Il Museo per me è uno spazio magico dove si allena la meraviglia e l’immaginazione, dove il corpo e i sensi sono importanti e non vanno frustrati.