Monumenti all’uomo contemporaneo: Andrea Martinelli, Presente!

Per chi ama il genere del ritratto non può assolutamente perdersi la piccola mostra dedicata al grande artista pratese Andrea Martinelli che da giovedì 9 giugno si tiene alla Saletta espositiva Valentini a Prato. Tutto ruota intorno alla prima grande personale dell’artista allestita al Museo Pecci di Milano, realizzata in occasione della sua partecipazione al Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi. Nella Saletta Valentini si è voluto creare una sorta di piccola sezione distaccata proprio nella città dove il Martinelli tutt’oggi, all’età di 46 anni, vive e lavora.

Purtroppo un difetto dell’esposizione pratese è la quasi assoluta mancanza di cartellonistica esplicativa e, anche se sicuramente le opere del Martinelli parlano da sole, scriverò a tutti gli interessati qualche curiosità sull’artista. Ad accoglierci, una volta entrati nella saletta, è il grande ritratto del nonno Dino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vi sono poi foto di Gianni Berengo Gardin e un video che ci danno un’idea dell’esposizione di Milano, con anche immagini sulla Biennale.

Martinelli nasce a Prato nel 1965, mostra da subito uno spiccato talento artistico e soprattutto un’eccezionale capacità di analisi della realtà che lo circonda che indaga in tutti i suoi aspetti, anche quelli più impercepibili ad un primo e frettoloso sguardo. Questa sua spiccata sensibilità viene così dall’artista incentivata attraverso un esercizio disegnativo costante ed insaziabile che lo porterà allo sviluppo di una tecnica eccezionale.

Si fa notare soprattutto a partire dal 1992-93, quando esce la sua serie di grandi carte dipinte, dal titolo “Senescenze”. Sono lavori molto impegnativi e spesso ci vogliono mesi prima di concluderne uno. Martinelli dirà “la lentezza è uno dei valori che l’uomo deve saper riconquistare. Lentezza significa aver voglia di capire e noi tutti dobbiamo sentire il bisogno di capire. Solo così possiamo rinascere”.

Non si può rimanere indifferenti ai ritratti dell’artista che immortala, oltre l’amato nonno, del quale coglie ogni espressione come in una serie continua di scatti fotografici, personaggi della sua città tra i quali il pratese Romano Battaglioli, il mitico artista-giornalaio di Piazza Mercatale.

 

 

 

 

 

 

Ogni personaggio è indagato con un amore che ci costringe all’osservazione, ad indagare anche noi con lentezza le superfici, le caratteristiche epidermiche per poi perderci nelle umide espressioni dei loro occhi. Il Martinelli riesce a cogliere i diversi caratteri e i diversi sentimenti con una maestria unica, creando un vero e proprio “ritratto interiore”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Altra particolarità dei suoi ritratti sono le loro dimensioni, sono dei giganti che imponenti si stagliano sempre su sfondi neutri, privi di ogni connotazione ambientale, come se quest’amore per la realtà portasse a volerla osservare con la lente d ingrandimento. Il risultato è quello di accentuare ancor più il magnetismo delle figure che a tratti sembrano inghiottirci ed inghiottire tutto ciò che sta loro attorno.

É buffo perché, guardando i visitatori che si avvicinano alle opere del Martinelli, sembrano queste ultime più vere delle persone in carne ed ossa, provocando un ribaltamento totale della visione; la realtà si confonde con l’arte.

Iperrealismo? Beh no, dato che la caratteristica principale di questo movimento artistico, nato nell’America degli anni Settanta, è la neutralità dell’autore nel rappresentare la realtà e, proprio per non venir meno a questa caratteristica, nel dipingere non ci si rifà all’osservazione diretta, bensì si copia da una realtà fotografata. Il discorso è chiaramente diverso per i ritratti del Martinelli, il quale mostra un profondo coinvolgimento emotivo col ritrattato e con il dato reale come se volesse invece tentar di catturare anche solo per un istante ciò che aldilà di esso. Dice lo stesso artista: «… ogni volta che ritraggo qualcuno, ritrovo lui, sento il suo respiro, il suo odore e l’aria intorno a me si fa magica e irreale».

 

 

Informazioni utili per visitare la mostra:

Indirizzo via Ricasoli, 6 Prato 59100 (PO)

da giovedì 9 giugno 2011 a giovedì 7 luglio 2011

Orario feriale Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 19.30.

Giovedì 7 luglio, ultimo giorno di apertura, la mostra sarà aperta esclusivamente in orario 21-23.

La mostra di Milano si svolge dal 14 giugno al 29 luglio alla sede distaccata del Museo Pecci, Ripa di Porta Ticinese 113, Milano

Per informazioni rivolgersi al Servizio Cultura del Comune di Prato: tel. 0574 1835029

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.