I giovani al Cassero di Prato: le “Pagliette, una storia in verde e nero”

Si è conclusa domenica 22 maggio l’evento che al Cassero medievale ha visto protagoniste le “Pagliette” dell’Istituto Buzzi di Prato. Erano presenti numerose foto, non solo recenti, degli studenti e degli eventi legati alle loro attività all’interno della città di Prato, ma anche foto “storiche” consegnate da ex studenti. Foto queste di rilevanza storica perché si è potuto osservare i cambiamenti dell’abbigliamento dagli anno 60 del secolo scorso ad oggi o le trasformazioni di importanti punti della città, come il Castello dell’Imperatore o il Palazzo Pretorio, che hanno fatto da sfondo alle foto di gruppo.

 

 

 

 

Si è creato così una sorta di dialogo tra la città, i cittadini e soprattutto i giovani. Ad attenderci all’entrata del trecentesco spazio del Cassero, è stato il tradizionale copricapo che ha dato il nome al gruppo di studenti che fanno parte della scuola, riprodotto in larga scala in legno.

Vi sono stati poi, oltre alle foto, costumi teatrali che raccontano dell’attività dell’associazione goliardica del Buzzi e documenti sulla fondazione di una scuola che rappresenta la continuità della storica tradizione tessile a Prato, come quella dedicata a Tullio Buzzi, presente anche lui all’inizio della mostra in un divertente busto con tanto di occhiali da sole.

Dal 1887 il Buzzi insegnò chimica e tintoria all’allora neoistituto che si chiamava “Scuola professionale di Tessitura e Tintoria”. Nel 1897, quando il Buzzi divenne direttore della scuola, questa iniziò ad assumere un’importanza rilevante non solo nell’ambito cittadino ma anche a livello nazionale, grazie alla sua trasformazione in un centro di cultura chimico/tessile. Molti tecnici riuscirono ad affermarsi in stabilimenti non solo toscani, arrivando a ricoprire anche incarichi direttivi, fino ad allora riservati a personale straniero. E’ da allora che alla scuola arrivarono studenti da ogni dove e, all’inizio del Novecento, oltre la metà degli iscritti proveniva da fuori regione a testimonianza della sempre crescente fama.

Interessante sono le pagine che documentano l’esordio della Scuola.

Così, percorrendo il corridoio del Cassero, attorniati dai tradizionali colori verde/nero dell’associazione, si è sicuramente potuto constatare un Cassero più “vivo” del solito. Purtroppo infatti è davvero inquietante e triste quanti pochi visitatori solitamente siano presenti nei luoghi culturali pratesi. Sicuramente fa molto la mancanza di pubblicità e valorizzazione degli eventi che, in questo caso, essendo protagonisti i più giovani ha potuto richiamare un maggior numero di affluenze.

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