La libertà di raccontare

I bambini guardano attentamente tutto quello che facciamo noi genitori e imitano con una precisione impressionante. Riescono a cogliere l’essenza dei nostri gesti, il tono profondo delle nostre parole. Cosimo, 5 anni, alla domanda cosa vuoi fare da grande, ha risposto: “Quello che fa il babbo con il computer, però quando è un po’ noioso faccio quello che fa la mamma che è divertente”. Ieri, dopo aver attaccato con magneti suoi disegni fatti su post-it colorati, alla grande lavagna di casa che uso per appuntarmi note di lavoro, vi ha disegnato uno squalo nell’atto di mangiare un pesce. È impressionante guardarlo disegnare: ci mette una concentrazione incredibile ed è buffo perché, ogni volta che disegna o compie un’azione che richiede precisione e attenzione, tira fuori la lingua e segue con essa il gesto delle mani. Mentre lo guardavo disegnare alla lavagna mi sono sorpresa perché, dopo aver disegnato il pesce ha guardato la sua composizione come se mancasse qualcosa. E l’ha concluso un attimo dopo tracciando tre righette sul lato del corpo dello squalo, particolri questi impressionanti.

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Da questa ispirazione legata ad attività quotidiane come quella di usare la lavagna magnetica, sono usciti numerosi disegni con squali che cacciano pesci, meduse e alghe ondulate che danzano su fondali marini. Il tutto sotto onde alte e movimentate.

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Poi, in uno di questi disegni dal tratto preciso, ha colorato di giallo solo alcuni pesci, mentre il resto l’ha lasciato senza campiture, dicendo: così è finito. Se chiedi ai bambini di quest’età cos’hanno rappresentato, escono fuori storie fantastiche. I pesci gialli sono pesci elettrici che danno la scossa e lo squalo se ne sta per mangiare uno!

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Da una composizione del genere ti rendi conto come l’arte sia un qualcosa di innato, Cosimo avrebbe potuto colorare tutto e invece solo alcuni pesci, creando un ritmo e un’armonia compositiva eccezionale. Oltre ai pesci elettrici ha colorato anche un sottomarino che si è appena immerso nel magico mondo marino. Accanto allo squalo c’è una piccola medusa con un occhio grande blu e, accanto, a sinistra, quello che sembra un errore, una cancellatura, è il racconto di un’avventura avvincente. Si tratta di un altro sottomarino che è rimasto impigliato, con le sue bandierine, tra le lunghe alghe. Un altro disegno ha per protagonisti niente meno che squali con la criniera di cavallo, contaminazioni fantastiche tra terra e mare.

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Noi adulti tendiamo a perdere il gusto di raccontare con segni e colori, il gusto di lasciarsi andare all’immaginazione libera e senza freni. Molte volte purtroppo, anche a scuola, ci sentiamo in dovere di dare suggerimenti o, nel peggiore dei casi, imporre la scelta di un colore piuttosto che un altro, la scelta di una matita piuttosto che di un pennarello ecc. Lasciamo liberi i bambini almeno nell’attività creativa, lasciamoli sperimentare e limitiamoci ad osservare. Al limite possiamo prendere un foglio e provare a fare quello che fanno loro: essere liberi.

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