Alla scoperta della meccanica delle cose

Quando abbiamo un figlio o abbiamo a che fare con bambini piccoli, spesso ci sorprendiamo della facilità con la quale si interessano alle cose più semplici. Non serve loro chi sa quali giochi comprati e impacchettati, hanno bisogno solo di fare esperienze pratiche con oggetti che trovano e richiamano la nostra attenzione per accompagnarli alla meravigliosa scoperta della vita.

Gli acchiappini: che mondo magico e colorato! Un semplice oggetto che affascina per la forma, per i colori e per la “meccanica”. Cosimo, mio figlio, è sempre stato incuriosito dall’azione di stendere i panni. Io non ci facevo molto caso ma in realtà lui studiava proprio il movimento delle mani.

Beh, dopo un attento studio di settimane, se ne sono visti i frutti. Adesso Cosimo riesce ad aprirli e ad appinzare oggetti: ne ha compreso il funzionamento. E’ allora che gli ho proposto un semplice bastoncino di legno che ho colorato a tempera per rendere più carino. Senza neanche dirgli niente l’ho ritrovato tutto pieno di acchiappini.

I bambini fremono per capire il senso delle cose, ricercando in conutinuazione esperienze dirette con gli oggetti. Gli adulti spesso tolgono di sotto mano oggetti che reputano pericolosi o non adatti, ma in realtà più che ai giochi preconfezionati i bambini sono interessati alla scoperta del mondo e, anche se non ce lo possono chiedere, sono sempre pronti ad ascoltare nuove spiegazioni. Chiaramente tutto questo presuppone di giocare e scoprire insieme a loro, quindi i giochi “sicuri” lasciateglieli per quando avete da sbrigare qualche faccenda ma prendetevi un momento dedicato all’esplorazione. C’è davvero da imparare dai nostri figli, è letteramento uno scambio reciproco. Ecco che allora si impara anche noi a “rinnammorarci” del nostro mondo.

Per esempio noi, in una delle nostre esplorazioni esterne, abbiamo trovato questo bellissimo ed enorme dente di leone. Anche questo ha una meccanica fantastica nella sua perfetta geometria . Già quelli più piccoli a Cosimo piacevano perchè ha capito che ci si poteva soffiare sopra e, come per magia, le componenti volavano, leggere come tante fatine. Anche con questo esemplare gigante Cosimo ha provato per un pò a soffiarci ma non accedeva niente; è comunque rimasto affascinato dal fatto che le parti non volavano via perché questo dente di leone è più grande e più forte.

Che giornata intensa di emozioni…

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