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La nostra prima canzone

Oggi ci sfoghiamo giocando con i suoni. I bambini molto piccoli sono particolarmente stimolati dalla varietà di rumori del mondo. L’emissione sonora è la prima forma di dialogo e di relazione tra i piccoli e l’ambiente che li circonda. Partiamo dalle vocali, i suoni più semplici e in particolare dalla “A”. Iniziamo con l’emettere il suono A, spalancando il più possibile la bocca: prima un suono “secco” e breve, poi un suono lungo e melodico. Il bambino sta a sentire e ad osservare attentamente poi, per imitazione, emetterà lo stesso suono e imiterà il vostro movimento della bocca. Ecco il primo passo per la creazione di una “musica corale” che vi legherà, un dialogo intenso e, soprattutto per i più grandi, permetterà di sfogare eventuale stress accumulato: un toccasana.

Nel 1978 l’artista serba Marina Abramović, insieme all’artista tedesco Ulay, all’epoca suo compagno anche nella vita oltre che nel lavoro, realizzò una performance dal titolo “AAA AAA“.

Abramovic_AAA_AAA_0

Questa performance, che si inserisce all’interno della loro ricerca artistica incentrata sul corpo e le sue possibilità di resistenza fisica e mentale, è piaciuta molto a mio figlio Gabriele. L’ha vista per la prima volta che non aveva compiuto ancora un anno e nel pieno del suo interesse verso i suoni e i movimenti delle labbra.

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Uno spazio tutto nostro

A tutti i bambini piace creare un luogo, un po’ magico, dove nascondersi, un nido protetto e invalicabile. Con Cosimo, 4 anni e 9 mesi, abbiamo scoperto un artista contemporaneo che crea degli spazi che assomigliano a casette sull’albero (il sogno di ogni bambino) o a nidi di uccelli. Un artista di nome Tadashi Kawamata.

Tadashi Kawamata "Tree Huts", 2013 Installazione site specific, facciata e cortile di Palazzo Strozzi, Firenze
Tadashi Kawamata “Tree Huts”, 2013 Installazione site specific, facciata e cortile di Palazzo Strozzi, Firenze

L’artista giapponese utilizza per le sue costruzioni il legno, noi abbiamo creato la nostra tana, utilizzando coperte e cuscini. La porta l’abbiamo realizzata con il paracolpi del lettino del fratellino e dentro l’abbiamo arredata.

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“Guardare” insieme ai bambini gli Occhi di Clet

Domenica 7 giugno io e la mia famiglia abbiamo incontrato l’artista francese Clet Abraham, mentre installava una delle sue opere facenti parte del progetto “Gli Occhi di Prato”. E’ avvenuto il pomeriggio presso il Sottopasso del Serraglio, in Viale Galilei, davanti al murale del 2006 dell’altro famoso street artist Blu, “A Very Long Story”.

clet ombra

Nell’arco della giornata ci eravamo avventurati tra le strade di Prato, proprio alla ricerca dei giganteschi “personaggi” di Clet con grossi nasoni e occhi. I bambini si sono divertiti molto in questa “caccia al tesoro” che si è conclusa niente meno con la possibilità di assistere a tutte le fasi di montaggio di uno dei suoi lavori.

Clet a lavoro

Le forme metalliche sono state issate con corde, mentre ombre e suoni hanno contribuito ad accentuare l’emozione del momento. Anche il piccolo Gabriele di 11 mesi osservava concentrato e interessato gli spostamenti, mentre le persone intorno a noi si fermavano o solo si voltavano incuriositi. Non mancava chi suonava il clacson quando il traffico veniva momentaneamente fermato in alcune fasi più delicate. Insomma il sottopasso era diventato per l’occasione un palcoscenico, un’azione di teatro che coinvolgeva nella fruizione dell’opera d’arte i cittadini, spettatori-attori dai sentimenti contrastanti.

Occhi sottopassaggio ferrovia montata

Noi abbiamo giocato con le espressioni comunicate con pochi, sintetici tratti, dai personaggi che piano piano si formavano, dalla bocca immensa come l’arco di una porta antica. Bocca aperta e tonda, curiosa e sorpresa, del personaggio con occhiali creato dalla “Forma squadrata con taglio” di Henry Moore in Piazza San Marco. Bocca squadrata, “un po’ pensierosa” quella del sottopasso.

moore clet

Trasformazioni del visibile permettono una particolare visione, come quella privilegiata dei bambini: poter vedere di nuovo le cose per la prima volta.