Non poteva sentire, ma vedeva il mondo come nessuno: breve storia di Quinto Pedio

Fu nel periodo dei romani che iniziano ad essere documentati i primi pittori sordi. Quinto Pedio visse nel primo secolo dopo Cristo (1-13 D.C.) si tratta della prima persona sorda ad essere documentata nella storia.

Di lui abbiamo solo un’opera a matita: il suo ritratto dentro un medaglione e in alto il nome Quintus Pedius. Sulla bocca è rappresentato con una benda perché in antico si pensava che i sordi fossero anche muti. A riportare sue notizie fu Plinio il Vecchio nella sua opera “Naturalis Historia”, citandolo tra i pittori più celebri dell’epoca. Di lui scrisse che era muto dalla nascita in quanto sordo, ma dimostrò già dalla tenera età di essere capace nel disegno. All’epoca i nobili non si dedicavano alla pittura, in quanto considerata un’attività manuale, inoltre Quinto Pedio aveva un tutore perché, come tutti i sordi dell’epoca, era considerato incapace di capire, di leggere e scrivere. Le persone sorde vivevano una condizione di forte emarginazione all’interno della società ed erano impossibilitate a prendere decisioni. All’età di sette anni circa, la sua bravura nella pittura viene notata dal patrizio Valerio Messalla, un parente di sua nonna. Questi, impressionato dalle capacità artistiche del bambino, lo riferì ad Ottaviano Augusto. L’imperatore, una volta osservato il caso di questo giovane talento, diede il permesso a Corvino, un artista dell’epoca, perché potesse essere istruito nella pittura. Purtroppo il ragazzo morì giovanissimo solo qualche anno dopo.

Quinto Pedio non fu solo il “pittore muto” citato da Plinio; fu il primo a dimostrare che la sordità non è un limite all’intelletto, ma una diversa prospettiva sulla realtà.

Oggi, guardando quel nome inciso, Quintus Pedius, non vediamo più un giovane “incapace di intendere”, ma un pioniere che, con il suo pennello, ha aperto la strada a secoli di espressione, arte e riscatto. La sua vita si è spenta troppo presto, ma il suo silenzio continua a parlare, ricordandoci che ogni talento merita di essere ascoltato

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