Fili, laser o ragnatele

Chiharu Shiota “In Silence”, 2008
Lana nera, pianoforte bruciato

“Ci sono dei fili che cadono dal soffitto e sono attaccati al soffitto e al pavimento. Lo vedo perché ci sono dei puntini che li reggono.

C’è un tavolo e delle sedie. No , non è un tavolo perché si vede dalla forma: è un pianoforte. C’è una porta, quindi è una casa, no, non la definire una casa, una stanza. Infatti non c’è la cucina. Le sedie sono tante ma non si riescono a contare perché ci sono troppo fili e non si vede bene”.

Cosimo, 6 anni di fronte all’immagine dell’opera di Shiota.

Suggestionati dall’opera di Shiota, abbiamo realizzato la “stanzina dei laser”; mentre per Gabriele di 2 anni, era la “casetta del ragnetto”.

Quello che serve è una scatola, fili colorati e un ago in plastica da bambini con punta tonda.

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