Una, cento, mille strade

I disegni di Cosimo, 5 anni, stanno diventando mondi monocromi molto particolareggiati, impressionanti per l’effetto grafico totale. Sta molto tempo concentrato a realizzare linee che si intersecano: le ha chiamate fin da subito “strade” e “battaglie”.

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Lo spazio del foglio si satura di linee impenetrabili dove gli esseri umani vivono in condizioni di continue battaglie tra il bene e il male: i buoni e i cattivi. Quando i disegni sono meno particolareggiati (come ell’esempio successivo), si tratta di “allenamenti”, dove agili personaggi si muovono nello spazio con corde e arrampicate.

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In questo periodo i bambini sono molto curiosi delle dinamiche del mondo e tentano di comprenderle con il nostro aiuto, naturalmente per questo ci fanno tante domande. Devono imparare le molteplici sfumature della realtà, le cose non sono sempre semplici e chiare, il mondo non si divide in buoni e cattivi come nei cartoni animati, ci sono tanti punti di vista e significati. Questo periodo è meraviglioso perché si impara entrambi, ci si interroga insieme e si cerca quelle sfumature che creano il mondo in cui viviamo. Cosimo è interessato a tutto e tutto lo esalta se improntato alla scoperta da fare insieme. Noi siamo gli investigatori del mondo e non c’è cosa più bella del viaggiare insieme.

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Le strade di Cosimo, impressionanti per la precisione e la cura nel realizzarle, hanno preso vita da linee che si intersecavano nello spazio, dove all’inizio, insieme al nonno Pierluigi, inseriva moto e auto. Queste linee sono poi diventate complesse strutture svettanti verso il cielo. Rocche fantastiche dai mille spazi. Scatole con dentro personaggi e fuochi di artificio ( i tre riquadri a destra in basso con grovigli di linee nell’esempio seguente).

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In questo periodo le rappresentazioni dei bambini maschi sono ricche di scene di battaglia e combattimenti. Molto spesso genitori o insegnanti, cercano di reprimere questa esigenza rappresentativa, diciamo così un po’ cruenta, consigliando ai bambini di disegnare altre cose, “cose più belle”. Questo atteggiamento non aiuta i piccoli artisti ad essere più pacifici o calmi, ma al contrario li rende più inquieti. É un periodo delicato in cui si sta sviluppando il concetto di sé, la propria personalità, si imparano a gestire sentimenti come la rabbia e il disegno può diventare un modo di sfogo e libera espressione del proprio io e delle proprie emozioni, a volte inspiegabili, del proprio mondo ed è importante permettergli di esprimersi con ogni mezzo. Così per esempio Cosimo ha tradotto le sue piccole battaglie a pennarello su foglio A4, in grande, su un foglio a parete, utilizzando pennello e tempere. Ed è venuta fuori una battaglia straordinaria.

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Vorrei condividere con voi una riflessione che ho letto in un interessante libro dal titolo “La guerra negli occhi dei bambini” curato da Mario Morcellini e Tiziana Grassi.

“…l’educazione alla pace dovrebbe prescindere dal discorso guerra perché pace non significa solo non uccidere nessuno, non bombardare, non invadere. Pace significa anzitutto cercare di rendere i bambini coscienti delle loro possibilità di pace nella loro realtà quotidiana, in altre parole per docenti e genitori significa dimostrarla con i propri comportamenti. Pace non è non guerra ma un insieme più ampio di atteggiamenti che il bambino deve imparare ad avere sempre, durante tutto l’arco della sua giornata. Un essere umano che anzitutto rispetti sé stesso e gli altri, non potrà mai approvare la guerra. É sicuramente una strada difficile da percorrere anche perché oggi nelle famiglie è guerra aperta, e così per i bambini, naturali copiatori di atteggiamenti, diventa normale non ascoltare gli altri ma aggredirli verbalmente e fisicamente anche per una sciocchezza”.

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