Tra limoni e sorbetti: l’arte di gustarsi la natura

“...qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza

ed è l’ odore dei limoni” – Eugenio Montale “I limoni”.

Giovanna_Garzoni_(Italian_-_Still_Life_with_Bowl_of_Citrons_-_Google_Art_ProjectNell’anno 1660 una pittrice di nome Giovanna Garzoni dipingeva, con ricchi colori a tempera su pergamena, una splendida natura morta che aveva come protagonisti “cicciuti” limoni di un giallo dorato su uno dei quali, in primo piano, si era posata un’altrettanto “cicciuta” ape.

Non si sa di preciso quando Giovanna nacque ma fu ad Ascoli piceno da una famiglia di origine veneziana. Oltre alla natura, fin da giovanissima, amava dipingere ritratti: tutto ciò che lei raffigurava è caratterizzato da eleganti e sinuose linee di gusto calligrafico. Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia è oggi conservato un ritratto di Sant’Andrea che dovette dipinngere in giovane età, prima dei tent’anni. Dopodiché iniziò a ritrarre potenti dell’epoca a Napoli e poi a Torino, alla corte dei Savoia. Alla Galleria degli Uffizi di Firenze abbiamo un ritratto di ritratto di Caterina Michela d’Asburgo. Ma fu dopo il 1645 che troviamo Giovanna impegnata a Firenze presso i Medici. Ella trascorse l’ultima fase della sua vita a Roma ed entrò a far parte dell’Accademia di San Luca. Morì in un giorno imprecisato del mese di febbraio del 1670 ed è uno degli esempi di donne pittrici di grande talento, soprattutto in veste di grande miniaturista, attenta a rendere, con la sua straordinaria linea, espressioni e particolari della moda del suo tempo. Ne sono esempi straordinari i ricami dei colletti bianchi, ampi e piatti che facevano da pandan con polsini merlettati della moda maschile seicentesca.

G. Garzoni, Vittorio Amedeo I di Savoia (miniatura), 1635O ancora la cosiddetta “gorgiera”, colletto pieghettato che forma una ruota intorno al collo, protagonista dell’abbigliamento aristocratico maschile e femminile dal XVI al XVII secolo, il cui termine deriva probabilmente dal francese “gorge” che significa appunto gola.

G. Garzoni, Maria Cristina di Borbone-Francia, 1635E adesso divertiamoci con i limoni di Giovanna, tipo quelli succosi e bernoccoluti, tipici della Sicilia, a preparare un buon sorbetto adatto a conclusione di ogni bella cenetta. Per questa ricetta non serve la gelatiera, anche perché io non ce l’ho e quindi ci si deve arrangiare.

Ingredienti:

– 1 litro d’acqua

– 300 gr di zucchero (se ne può chiaramente mettere meno se non si amano le cose particolarmente dolci)

– 400 ml di succo di limone (6 o 7 limoni)

– 2 albumi

Preparazione

Iniziamo col ricavare dai limoni il succo, dopodiché acqua, zucchero e buccia di limone li mettiamo a bollire per cinque minuti in una pentola. A questo punto di spegne e si aggiunge il succo del limone, lasciando raffreddare il tutto.

Appena il composto è freddo lo versiamo, filtrandolo, in una ciotola, preferibilmente in acciaio, bella fredda perché l’abbiamo precedentemente tenuta in freezer per almeno un’ora.

Alla fine si uniscono gli albumi montati a neve, mescolando con una frusta e si ripone in freezer il preparato così ottenuto, ricordandoci di mescolare con un cucchiaio ogni mezzora per almeno 4 o 5 volte. Si tiene in freezer per tutta la notte e il nostro sorbetto è pronto, mentre prima di servirlo basta tenerlo per 10 minuti fuori dal freezer. Via mi è venuta voglia domani lo faccio! 😉

Per andare a vedere miniature di Giovanna: http://www.keras.it/pergamene-fiorite-poggio-caiano/

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