Il “Puntinismo” nei disegni dei bambini

Alla metà degli anni 80 dell’Ottocento il pittore francese Georges-Pierre Seurat si apprestava a concludere quella che è divenuta senza dubbio la sua opera più famosa: Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte (Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte).

Georges-Pierre Seurat “Una domenica pomeriggio all’isola della Grande-Jatte” (1886) olio su tela, 205 x 308 cm – Art Institute, Chicago

Quest’opera è stata presa a modello di una nuova concezione artistica che in Francia prese il nome di “Pointellisme”, mentre in Italia di “Puntinismo”. In realtà quella che fu la ricerca originaria di Seurat, come di Paul Signac, l’altro padre di questa nuova tecnica, si tradurrebbe meglio con il termine “Divisionismo”, dato che non si rivolgeva tanto alla forma delle pennellate, quanto ad uno studio metodico e scientifico sui colori e sulla percezione ottica che si ha di fronte ad essi. Con l’utilizzo del colore “diviso”, non dato cioè omogeneamente ma esaltandone i contrasti, tutto sembra prendere vita, vibrare in un movimento continuo.

L’idea dei puntini colorati si presta bene al gioco creativo anche con i bambini più piccoli. In realtà, essendo una conquista gestuale i bambini verso i due anni li scoprono in completa autonomia.

Cosimo (luglio 2012) pennarelli su carta

All’inizio dei puntini iniziano a fare capolino tra gli altri segni.

Cosimo (giugno 2012) pennarelli su carta

Anche quello dei puntini è un fenomeno essenzialmmente legato all’esperienza materica della carta o del qualsiasi supporto che si trovano ad utilizzare. Iniziano a percepire la loro forza e rimangono incuriositi quando per caso, in un attimo di maggior impeto creativo, bucano il foglio. E’ da lì che, ricercando quello stesso gesto, i punti prendono forma in libertà.

Tra i segni che danzano nello spazio ecco che ogni tanto si vede un punto, come una stellina nel cielo, un piccolo pianeta in orbita. Per creare quel punto a volte si scoprono piccole forme che sembrano volare sul foglio. Oppure si parte da un punto e da questa, in una sorta di riflessione gestuale si vengono a creare altri segni,

Cosimo (giugno 2012) pennarello su carta

Piano piano i punti divengono macchie di colore più o meno definite che divengono acquose e materiche con l’uso dei pennelli e dei colori a tempera, che chiaramente permettono una maggiore libertà espressiva, anche se chiaramente ci si sporca di più ed è meglio usare un grembiulino per il nostro piccolo artista 😀

Cosimo (luglio 2012) pennarelli su carta

C’è da lanciare però diverse lance in favore dei pennarelli che, specialmente per i bambini più piccoli, permette un maggior controllo del gesto e, molte volte, con esso si arriva a creare effetti quasi di tempera mescolando segni e punti. Il gesto si fa via via più sicuro e i punti divengono quasi tridimensionali.

Cosimo (luglio 2012) pennarelli su carta

Ecco dalla scoperta dei punti colorati possiamo passare a divertirci insieme a genitori e nonni creando forme delineate solo da puntini ed il divertimento è assicurato.

Cosimo e nonna Patty (luglio 2012) pennarelli su carta

 

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