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Mani, pennarelli scarichi, stampini per muffin e ricordi

Oggi abbiamo lavorato con le mani, abbiamo scelto colori e, in libertà, su di un foglio grande bianco ci siamo sfogati a creare forme nello spazio. Per crearle non abbiamo usato solo le mani ma anche fondi di bicchiere e di contenitori in silicone che in cucina si usano per fare i muffin, intrisi di colore e impressi sul foglio, per creare fiori colorati.

muffin

La musica di sottofondo scelta è stata quella jazz di Louis Armstrong.

Silvana, 83 anni, dieci anni fa non avrebbe mai fatto una cosa come dipingere con le mani. Sporcarsi era per lei una cosa inconcepibile, attenta a che tutto fosse nell’ordine da lei dato alle cose. E allora al via piattini pieni di colori sgargianti a dare allegria ad una noiosa quotidianità, fatta di lamentazioni e depressione. Nel momento che Silvana inizia a dipingere fino a quando non decide di smettere perché “stanca”, non si lamenta mai e resta concentrata sul suo lavoro.

con le dita silvana

Mi ha raccontato che da piccola avrebbe voluto una gonnellina nuova ma i suoi genitori ne regalarono una solo alla sorella più grande e, nei suoi disegni, ricorre spesso l’immagine di una bambina con un vestitino e gonnellina con bottoni. Anche oggi la figura femminile è apparsa, tracciata da lei con un pennarello scarico trovato sul tavolo ed utilizzato intriso di tempera.

gonnellina

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Piccoli grandi pensieri…

Il 18 luglio 2014 nasce il mio secondo bambino, Gabriele. Il 13 agosto fa la prima vera e propria risata, quindi 5 giorni prima di compiere il primo mese. Sorride tantissimo, anzi diciamo che il suo sorriso è il vero suo tratto distintivo, come per Cosimo, il mio primo bambino che adesso ha 4 anni, sono sempre stati gli occhi. Durante l’ultimo viaggio che abbiamo fatto tutti insieme a Madrid, per una conferenza di lavoro di mio marito, una sua collega Kathryn ha detto che se l’azienda vendesse sorrisi Gabriele sarebbe subito assunto.

22 settembre, Gabriele emette il suo primo suono articolato “AO”, poi passerà a “GA”.

14 novembre Gabriele inizia a voler giocare e smania per farlo vedendo il suo “fratellone”, come si fa chiamare Cosimo. Se avvicini qualcosa a Gabriele inizia ad afferrarlo, a toccarlo curioso. Un’altra sua caratteristica è che quando è interessato a qualcosa o sente un rumore o un suono nuovo, spalanca gli occhi. Prima cerca di capire di cosa si tratta e poi sorride. Gli piace usare i piedi per pigiare i tasti dei giochi sonori. Ha una grande empatia col fratello e non si perde niente di quello che fa.

20 novembre Gabriele inizia ad annoiarsi ed è sempre attento. Quando si annoia te ne accorgi perché sembra voler parlare e chiederti anche con gli occhi: “ti prego portami a scoprire quanto è bello il mondo!”.

18 luglio 2014 il giorno che Cosimo vede per la prima volta il suo fratellino Gabriele, monta sul letto d’ospedale mi accarezza e mi dice: “Sei la mia meraviglia!”, poi rivolto al fratello prosegue: “e anche tu!”.

21 novembre 2014 Rimango ancora un istante a guardare i miei bambini i cui occhi piano piano cedono al sonno e si chiudono sereni nei propri lettini. Indugio ad andarmene tanto è la voglia di imprimerli dentro di me, anche se sono impressi indelebilmente nella mia carne oltre che nel mio cuore.

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“A più voci”… e non solo…

Oggi si è svolto a Palazzo Strozzi il secondo Convegno Internazionale dal titolo “A più voci”, nel contesto dei progetti museali dedicati alle persone con Alzheimer e a chi se ne prende cura. Sono andata con mio figlio, Gabriele di 4 mesi, tra l’altro compiuti proprio oggi, ed è stata per me un’occasione che mi ha aperto gli occhi, in ogni senso e da più punti di vista. A livello professionale da anni sono interessata e penso ad una didattica museale che coinvolga a 360° i molteplici “pubblici” e in particolare le famiglie, i bambini, i diversamente abili e gli anziani. Il mettere a confronto, attraverso presentazioni dei vari progetti, ricerche e workshop interattivi, tante realtà museali, nazionali e internazionali, all’avanguardia nel settore museale, è stato stimolante e anche molto emozionante. E quando pensavo di aver compreso il più possibile da un’intera giornata intensa di attività, ecco che esco dalla sala e scopro che Gabriele si emoziona e “parla” davanti a un dispositivo didattico luminoso touch di ultima generazione, messo a disposizione da Palazzo Strozzi per il pubblico della mostra di Picasso, in questo momento in corso.

Di seguito tutte le fasi del suo “dialogo”.

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